Dalle “10 Parole” alle “Parole Francescane”

«Nell’ultimo decennio si è diffusa in tutto il territorio nazionale un’esperienza di catechesi per giovani e adulti, centrata sui dieci comandamenti, che sta avendo grande successo di numeri ma soprattutto di “impatto” benefico nella vita di molte persone dalle storie e provenienze più svariate. Si tratta di giovani in ricerca, di adulti “impegnati” che scoprono di dover rifondare la loro fede su basi più vere, di coppie che cercano un nuova partenza per la loro storia insieme, di uomini e donne che faticano a trovare una propria collocazione nella Chiesa.

Di anno in anno, a partire del 1993, si svolgono questi corsi sui dieci comandamenti che richiamano persone da sempre più lontano. La modalità di diffusione è interessante: mai un lancio pubblicitario, un avviso pubblico o qualcosa di simile ma solo il “passa parola”. La faccia contenta di chi li ha già fatti e la promessa che “lì si fa sul serio” è il depliant più accattivante dell’esperienza. Attualmente i gruppi attivi delle catechesi sui dieci comandamenti sono presenti in almeno 40 diocesi di tutta Italia.

Chi ascolta arriva con un bagaglio di cose già sapute e di convinzioni acquisite. Lo si invita a mettersi in ascolto reale chiedendo la disponibilità a sospendere la propria visione delle cose. Chi accetta di collocarsi in questo atteggiamento si sente annunciare un modo di vivere e di essere bellissimo e desiderabile ma, al tempo stesso, molto distante dall’effettiva esperienza di ognuno. Questo è il paradosso di questa predicazione (che poi è il paradosso del cristianesimo): mentre la legge demolisce ogni presunzione di giustizia, ogni pretesa farisaica di “auto-redenzione” e quindi, ci si scopre “messi peggio” di quello che si credeva, al tempo stesso si fa una liberante esperienza di autenticità.

La gente che frequenta queste catechesi è unanimemente segnata da questi sentimenti contrastanti di pochezza e di letizia al tempo stesso. Questo è il nocciolo della novità di questa predicazione: la legge come fonte di liberazione e non elemento ansiogeno che alimenta il dinamismo, radicatissimo, dei sensi di colpa.

Alla fine del percorso, che rappresenta un forte e allettante invito a intraprendere il cammino dell’esperienza cristiana, ci si trova davanti un bivio inevitabile: continuare nella formazione o fermarsi. La posta in gioco è molto alta. La seconda ipotesi, magari fondata sull’illusione di sapere molte cose e di aver avuto un’esperienza forte, è pericolosa. Senza una formazione positiva e sistematica, allo stupore iniziale può subentrare lo scoraggiamento o, peggio ancora, il disincanto e la delusione fino all’incredulità. Davanti alla difficoltà di trovare una strada adeguata per continuare nella formazione c’è poi il rischio di voler tornare indietro e rifare il corso dei comandamenti. Questa opzione è fermamente proibita: si rischia di ingenerare un estetismo religioso, una ricerca sterile del bello che non cambia la vita, anzi questo crea una falsa coscienza di sé, priva di realismo e di vigore vitale. L’invito pressante fatto a tutti alla fine del corso è di cercare nella Chiesa, cominciando dagli ambiti più vicini e consueti (parrocchia oppure movimenti/comunità già frequentate), un ambiente formativo in cui poter continuare quello che i comandamenti hanno iniziato».

Riflessioni tratte da:
IL DECALOGO NELLA CATECHESI.
PERCHÉ PUNTARE SUI DIECI COMANDAMENTI?
di P. Adolfo Scandurra. o.c.d.

 

Negli ultimi anni, il percorso delle “10 Parole” è stato proposto con grande coinvolgimento anche in tante realtà francescane dell’Emilia-Romagna che hanno poi sentito l’esigenza di individuare “un ambiente formativo in cui poter continuare quello che i comandamenti hanno iniziato”.

Intuendo che il format delle “10 Parole” potesse essere applicato con altrettanta profondità e incisività al messaggio francescano, è stato così pensato il cammino delle “Parole Francescane”, per  scoprire san Francesco d’Assisi e lasciarsi interrogare da quelle Parole che hanno guidato la sua vita.

“Parole Francescane” non è solo il proseguimento del percorso delle “10 Parole”, ma anche un cammino a sé stante, al quale possono partecipare tutti coloro che hanno desiderio di conoscere san Francesco e il suo modo di amare il mondo e la vita.